Esperienze personali: il mio primo giorno a bordo

Racconto di una crew member imbarcata per la prima volta su MSC Poesia nel lontano 2015.

Partenza da Torino con direzione finale Palermo. Sono previsti due scali intermedi, uno a Roma e il secondo a Napoli per firmare il contratto e altre scartoffie in Capitaneria di Porto. Qui mi succede di tutto: mi perdo all’interno del porto tra un ufficio e l’altro, si rompe l’ombrello durante l’acquazzone, fa un caldo umido insopportabile e scarpe e calzini sono fradici per colpa della pioggia incessante.

Una volta arrivata a Palermo, uno dei ragazzi che lavora per l’agenzia addetta all’equipaggio mi viene a prendere all’aeroporto: che figata, è la prima volta che qualcuno mi aspetta con un cartello con su scritto il mio nome! Mi sento quasi una persona importante.

palermo primo giorno a bordo

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Il tragitto verso la nave mi sembra infinito e in macchina regna un silenzio tombale: gli altri che si imbarcano con me sembrano venire da posti lontani e sicuramente sono distrutti dalla stanchezza e spossati dal fusorario. Ammiro il paesaggio mentre il sole cala lentamente all’orizzonte risaltando montagne spigolose e case chiare terrazzate che mi ricordano vagamente il Magreb. Non ero mai stata a Palermo prima di allora e noto come anche la semplice architettura dei palazzi cambi così drasticamente tra nord e sud Italia.

Intravedo la nave da lontano e inizia a battermi il cuore. Ci sono, sto arrivando sul serio. Questa sarà casa mia per i prossimi mesi. Entriamo dal cancello della Fincantieri dove la nave è ferma per un paio settimane per dry dock, ovvero per lavori di manutenzione.

Mio Dio, non avevo mai visto una nave così da vicino: la scruto da poppa a prua e dal basso verso l’alto e mi sembra qualcosa di mostruosamente enorme.

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Entro in gangway e uno dei ragazzi della sicurezza mi controlla la valigia rovistando tra tutte le mie cose. Non mi aspettavo un controllo così approfondito della mia roba. “One luggage just for the shoes?” – dice scherzando con un forte accento mediorientale – “First contract, eh?“. Era così evidente?

corridoi equipaggio primo giorno a bordo

Successivamente mi accompagnano nell’ufficio del crew purser dove mi fanno la crew card e registrano il mio arrivo. “Si sorride in queste foto?” chiedo imbarazzata mentre scattano una foto terribile. Ovvio, tutte le foto tessere sono brutte, poteva questa essere un’eccezione? Ho una faccia sconvolta dalla stanchezza, ma almeno sorrido.

Chiamano una ragazza dell’ufficio escursioni perché mi venga a prendere e mi faccia da guida. Arriva una brasiliana piccola e bassissima e con un sorriso che va da orecchio a orecchio. “Welcome on board” – mi dice – “I don’t speak Italian, but I understand everything”. ”Não tem problema, falo português” rispondo.

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Lasciamo i bagagli da parte, mi accompagna a prendere la biancheria del letto e per il bagno e poi mi porta fino alla cabina. Quando entro mi prende quasi un attacco isterico: è ancora più piccola di come la immaginassi. Dove cavolo metto le valige una volta svuotate? In più gli spazi che mi spettano sono occupati dall’altra ragazza che, non sapendo del mio arrivo, ha sparpagliato i suoi oggetti ovunque. Questa cabina mi sembra soffocante e salire nel letto a castello è un’impresa da ginnasta. Apro la porta del bagno e il mio shock continua: ma si lavano i puffi qui dentro?!

cabina nave equipaggio

Non ceno perché la mensa è già chiusa. Pazienza. Faccio una doccia e vado al primo incontro con il capo e gli altri ragazzi del mio ufficio. Vedo la zona piscina illuminata da bellissimi lampioni e per un attimo dimentico il lungo viaggio. Che spettacolo che è questa nave ora che è notte!

Nonostante avessi sonno, impiego molto tempo per addormentarmi. Bip, bip! Oddio no! Sento le suonerie dei telefoni delle altre cabine! Oh no, ma queste paratie sono di carta velina! Sento il vicino che tossisce! Metto i tappi per le orecchie e dopo un po’ crollo.

Il giorno dopo sarebbe stato il mio primo giorno in ufficio, il mio primo giro per i ponti della nave (che inizialmente mi sembravano tutti uguali) e avrei fatto le mie prime conoscenze. All’altoparlante annunciano “Ringraziamo tutti i membri dell’equipaggio per il duro lavoro durante questo dry dock. Per questo motivo, stasera siete tutti invitati al buffet e si terrà un crew party nella discoteca al ponte 14”. Applausi e urla di gioia. Beh, ho sicuramente ricevuto un ottimo benvenuto… non mi resta da dire la frase che mi hanno ripetuto tutti i membri dell’equipaggio durante i miei primi giorni: “Welcome on board”.